Il 9 gennaio del 1979 morì all’età di 88 anni l’ingegnere italiano Pier Luigi Nervi, autore di alcune grandi opere architettoniche del XX secolo.

 

Laureato in ingegneria all’Università di Bologna, fondò la sua prima impresa nel 1920, che assunse in seguito il nome di “Nervi e Bartoli”. La prima struttura da lui realizzata fu il Ponte sul fiume Cecina, nel comune di Pomarance, ma l’opera che destò interesse internazionale fu lo Stadio Berta di Firenze Campo di Marte (oggi Stadio Artemio Franchi), con le sue particolari scale elicoidali e la famosa Torre Maratona. Con la stessa attenzione al controllo tecnico realizzò anche le aviorimesse per conto della Regia Aeronautica: tra il ’35 e il ’36 costruì due dei quattro hangar di Orbetello, i due dell’idroscalo di Marsala e i quattro dell’aeroporto di Cestel Viscardo/Orvieto, impiegando l’avveniristica struttura “geodetica”. Nel dopoguerra realizzò il Salone per Torino Esposizioni con la nuova tecnologia del ferro-cemento e tra il ’53 e il ’58 si occupò della sede dell’UNESCO a Parigi. Sempre a Torino progettò il Palazzo del Lavoro per l’esposizione Italia 61, ma fu nel 1964 che ricevette l’incarico più prestigioso, conferitogli da Papa Paolo VI: la nuova Aula delle Udienze Pontificie in Vaticano, oggi nota come Aula Nervi. Il filo conduttore di tutta la sua opera fu la staticità. Egli affermava: «Ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le più efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola è assoluta e senza eccezioni».