Il 6 gennaio del 1911, all’Arena di Milano, la Nazionale di calcio italiana disputò una partita contro la Nazionale Ungherese e per la prima volta indossò la tenuta azzurra.

In occasione dell’esordio del 1910, infatti, la maglia era di colore bianco con polsini e collo inamidati e un nastro tricolore appuntato sopra. La scelta dell’azzurro pare sia derivata dal colore della famiglia sabauda, regnante fin dal 1360. Il nuovo colore impiegò qualche anno prima di affermarsi completamente anche nella altre compagini nazionali. Ai Giochi della V Olimpiade del 1912 il colore più usato fu ancora il bianco, che divenne poi il colore della seconda maglia. Solo a partire dall’Olimpiade di Los Angeles del 1932 tutti gli atleti cominciarono ad adottare l’azzurro, salvo una brevissima parentesi durante il periodo del fascismo, in cui Benito Mussolini volle che venisse indossata una maglia completamente nera: questa maglia fu usata nell’amichevole con la Jugoslavia del 22 maggio del 1938 e nelle prime 2 gare dei Mondiali dello stesso anno, contro Norvegia e Francia. Nel dopoguerra venne mantenuto il colore azzurro, ma furono eliminati lo scudetto sabaudo e il fascio, sostituiti dallo scudetto tricolore.