Alle 4 del mattino del 5 settembre del 1972, un commando di guerriglieri dell’organizzazione palestinese Settembre Nero fece irruzione negli alloggi israeliani del villaggio olimpico: uccisero subito due atleti, mentre altri nove membri della squadra olimpica di Israele furono presi in ostaggio

I terroristi chiedevano la liberazione di 234 detenuti nelle carceri israeliane e dei terroristi tedeschi Andreas Baader e Ulrike Meinhof entro le 9 del mattino. In caso contrario sarebbe stato ucciso un ostaggio ogni ora di ritardo. Le Olimpiadi intanto proseguirono regolarmente come se niente fosse, mentre il nuotatore ebreo Mark Spitz, vincitore di 7 medaglie d’oro, veniva fatto rimpatriare negli Stati Uniti. Le negoziazioni per il rilascio andarono avanti per ore e gli eventi furono seguiti dai media di tutto il mondo. Ogni richiesta dei terroristi non andò però a buon fine e si decise di fare gli ultimi tentativi per salvare gli ostaggi, dicendo ai terroristi che avrebbero acconsentito a trasferirli a Il Cairo: furono così fatti salire sugli elicotteri e portati all’aeroporto. Le operazioni di salvataggio però non furono efficaci e, appena i terroristi di accorsero della trappola, uccisero tutti gli ostaggi. Durante la sparatoria morirono anche un poliziotto tedesco e cinque degli otto terroristi.