Il 29 gennaio del 1964 ci fu la prima italiana di uno dei capolavori di Stanley Kubrick, il film dal lungo titolo “Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba”.

Liberamente tratto dal romanzo “Allarme rosso” di Peter George, il film narra di un generale psicopatico americano, che fa parte dell’alto comando strategico dell’aeronautica, il quale ordina a una squadriglia di aeroplani attrezzati per il trasporto di bombe atomiche, di volare per un’azione contro l’Unione Sovietica. Subito dopo si chiude nella base e tutti, compreso il Presidente degli Stati Uniti, sono impossibilitati ad intervenire. Sia gli alti ufficiali americani sia i massimi esponenti sovietici, tentano di scongiurare una guerra nucleare ma l’ordigno, realizzato dal dottor Stranamore, alla fine esploderà, innescando l’olocausto nucleare. In questo film Kubrick raccontò in forma di commedia nera l’assurdità della distruzione mutua assicurata, descrivendo la fine dell’umanità e la distruzione del pianeta come una commedia da incubo. Trovò ispirazione dalla stessa attualità, visto che fu ideato e prodotto in piena Guerra Fredda, quando la Crisi dei missili di Cuba si era appena conclusa. Il Dottor Stranamore fu tra i film che influenzarono maggiormente l’immaginario collettivo perché era permeato da cinismo e mostrava al pubblico come il sistema difensivo di una nazione fosse prono all’errore a alla follia umana.