La Notte di Natale del 1977, a Corsier-sur-Vevey, in Svizzera, si spense all’età di 88 anni l’indimenticabile Charlie Chaplin.

 

Charles Spencer Chaplin nacque nel 1889 nella periferia di Londra, da un padre alcolizzato e una madre che sviluppò una brutta malattia mentale. Chaplin esordì sul palcoscenico all’età di 7 anni, per entrare poi in una compagnia teatrale che nel 1913 fece un giro di spettacoli ad Hollywood. Fu qui che Chaplin venne notato dal produttore Mack Sennett che gli fece firmare il primo contratto cinematografico. Iniziò così la sua straordinaria carriera nel cinema che lo vide realizzare una lunga serie di comiche e sviluppare il suo celebre personaggio: Charlot, un omino di grande dignità, vestito con una stretta giacchetta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, una bombetta e un bastone da passeggio in bambù. La forte emotività del personaggio e il malinconico disincanto di fronte alle ingiustizie fecero di Charlot l’emblema dell’alienazione umana nell’era del progresso. Memorabili sono film quali “La febbre dell’oro”, “Il circo”, “Luci della città”, “Tempi moderni”, “Il monello”, fino a “Il grande dittatore” e agli ultimi “Un re a New York” e “Luci della ribalta”. Nel 1952 venne accusato di essere filocomunista e, esiliato dagli Stati Uniti, si trasferì in Svizzera con la famiglia. Fece il suo ritorno ad Hollywood solo nel 1972 per ritirare il suo secondo Oscar, questa volta alla carriera, assegnatogli per “aver fatto delle immagini in movimento una forma d’arte del Ventesimo Secolo”: in quel giorno egli ricevette la più lunga ovazione nella storia dell’Accademy Awards.