Il 23 gennaio del 1989 morì nel suo paese natale, Figueres, in Spagna, l’eccentrico e grandioso artista Salvador Dalì: aveva 84 anni.

 Geniale e delirante, pittore del surreale e dei mondi onirici, Dalì fece emergere la sua eccentrica personalità sin dalla giovinezza. Influenzato dalle opere cubiste di Picasso e da quelle metafisiche di Giorgio De Chirico, e grazie alle amicizie con artisti quali il poeta Federico Garcia Lorca e il regista Luis Buñuel, fece emergere da subito la sua predilezione per l’inconscio tradotto su tela e per un surrealismo caratterizzato da una tecnica minuziosa, levigata e fredda, ispirata a De Chirico ma con richiami alla psicanalisi freudiana. Produsse anche lavori di scenografia teatrale e cinematografica e, insieme a Buñuel girò i due celebri film “Un chien andalou” e “L’âge d’or”. Nel ’29 sposò la sua modella e musa per tutta la vita, Gala Éluard. Tra il ’40 e il ’48 visse a New York, dove si occupò perlopiù di moda e di design, ma dove ebbe anche l’occasione di esporre le sue opere al MOMA insieme a Mirò e di contribuire al disegno delle scene del film di Alfred Hitchcock, “Io ti salverò”. Riuscì ad esporre le sue opere nelle più rinomate città del mondo e fece sempre parlare di sé per i suoi atteggiamenti stravaganti ed egocentrici. Tuttavia fu un uomo dotato di una grande immaginazione e uno degli artisti più influenti del ‘900.