Dopo tre giorni di processo per direttissima, il 22 luglio del 1981, i giudici della Corte di Assise condannarono il turco Mehmet Ali Ağca all’ergastolo per il Tentato omicidio di Papa Giovanni Paolo II

Ağca sosteneva che l’attentato fu preparato da un’organizzazione eversiva rimasta nell’ombra, ma nel corso degli anni cambiò ripetitivamente versione. Si seguì inizialmente una pista che portava ad un coinvolgimento dei servizi segreti bulgari, ma alcuni documenti resi pubblici nel 2005 supporterebbero la tesi che l’attentato sia stato commissionato dall’Unione Sovietica. Nel Natale del 1983 Giovanni Paolo II volle incontrare Ağca in prigione per rivolgergli il suo perdono: i due parlarono a lungo ma ciò che si dissero rimane tuttora sconosciuto. Dopo vari sconti di pena, nel 2000 Ağca venne estradato in Turchia e il 18 gennaio del 2010 è stato scarcerato dall’istituto di pena di Sincan, ad Ankara: all’atto della scarcerazione ha dichiarato di essere Cristo, di voler riscrivere la Bibbia ed ha preannunciato l’apocalisse.