Il 21 gennaio del 1924, all’età di 54 anni, morì il politico e rivoluzionario russo, Lenin. 

Lenin, il cui vero nome era Vladimir Ilic Uianov, si avvicinò al marxismo durante gli studi a San Pietroburgo, dove si trasferì nel 1893. Dopo essere stato deportato in Siberia per aver aderito al Movimento “Emancipazione del lavoro”, scrisse il saggio “Lo sviluppo del capitalismo in Russia”, ennesima polemica contro i populisti. Per Lenin gli operai erano fondamentali per scatenare una reazione al capitalismo attraverso intellettuali “organici” che li avrebbero resi consapevoli delle loro reali condizioni di sfruttamento. Questa opzione rivoluzionaria prese il nome di “bolscevismo”. Emigrato in Svizzera, Lenin organizzò dall’estero la sua rivoluzione che si concretizzò nei moti russi del 1917. Rientrato a San Pietroburgo salì al potere e compose la famosa opera “Stato e Rivoluzione”. Gli anni successivi furono quelli della costruzione del nuovo stato comunista e dei forti contrasti con Stalin, di cui Lenin predisse la pericolosità. Alla sua morte, infatti, Stalin iniziò ad eliminare sistematicamente i rivali per assicurarsi il ruolo di leader…