Il 2 gennaio del 1960 una violenta forma di malaria non diagnosticata in tempo, stroncò la vita del grande ciclista Fausto Coppi a soli 41 anni.

 

Soprannominato Il Campionissimo o l’Airone, Coppi  fu il corridore più vincente e famoso dell’epoca d’oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più popolari atleti di tutti i tempi. La sua passione per la bici emerse sin da bambino e nel luglio del 1937 disputò la sua prima corsa. Divenne un ciclista professionista nel 1939 e da allora vinse cinque volte il Giro d’Italia e due volte il Tour de France. Leggendaria fu la sua rivalità con Gino Bartali che divise l’Italia nell’immediato dopoguerra: la celebre foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita nel Tour del ’52, immortalò un’intera epoca sportiva ed entrò nell’immaginario collettivo degli italiani. Negli anni ’50 Coppi fece anche scandalo e scalpore per la sua relazione extraconiugale con Giulia Occhini, detta la “Dama Bianca”. I due si sposarono in Messico e diedero alla luce un figlio, Angelo Fausto, detto Faustino. Coppi contrasse la malaria mentre si trovava in Burkina Faso, dove partecipò ad una corsa in occasione dei festeggiamenti per l’indipendenza del Paese. La sua tragica morte e le sue trionfali imprese ne hanno fatto un’icona della storia sportiva italiana e, a distanza di molti anni, la sua fama e popolarità sono rimaste immutate.