Il 19 febbraio del 1980 il cantante scozzese Bon Scott, della storica band degli AC/DC, venne trovato morto a Londra, all’interno di una Renault 5 di un amico: secondo la versione ufficiale fu vittima dell’ingestione di una quantità eccessiva di alcool.

Il gruppo hard rock degli AC/DC, formatosi a Sydney nel 1973, aveva già ottenuto un gran successo in Australia con album quali “High Voltage”, “T.N.T.” e “Let There Be Rock”, ma fu poco prima della morte di Scott che raggiunsero il successo internazionale con “Highway to Hell”. Trovare un sostituto di Scott, con la sua singolare voce e il suo stile duro e insolente, non fu affatto facile, ma alla fine la scelta ricadde sul britannico Brian Johnson. L’album successivo fu un omaggio al defunto cantante, con tematiche quali la morte, l’edonismo e la voglia di ricominciare, e soprattutto una copertina completamente nera. Il 25 luglio del 1980 uscì così “Black in Black” e gli AC/DC furono consegnati alla storia. Il rintocco della campana a lutto che introduce “Hells Bells” e i 42 minuti seguenti che contengono alcune fra le migliori canzoni del gruppo, quali “You Shook Me All Night Long”, fecero dall’album il secondo disco più venduto al mondo dopo “Thriller” di Michael Jackson e il primo album hard rock più venduto di tutti i tempi. Da allora gli AC/DC, che comprendono, oltre a Johnson, i fratelli Young, il batterista Phil Rudd e il bassista Cliff Williams, sono divenuti una delle band più influenti nella storia del rock.