Il 19 dicembre del 1996 morì a causa di un tumore polmonare il grande attore del cinema italiano Marcello Mastroianni.

 

Mastroianni ebbe la fortuna di respirare il cinema sin da bambino, facendo comparsate per il celebre Vittorio De Sica. Durante l’Università si dedicò al teatro e fu notato da Luchino Visconti, il quale lo chiamò ad interpretare importanti ruoli. Il film che lo rivelò al grande pubblico fu “Le ragazze di Piazza di Spagna” del 1952, in cui emerse da subito che egli era la persona perfetta per la delicata introspezione del cinema italiano del tempo, a metà strada tra il neorealismo e la commedia all’italiana. Le sue caratteristiche principali come attore erano quelle di un uomo buono e malizioso, spesso scapestrato ma sempre con giudizio, dolce e malinconico. A partire dalla metà degli anni ’50 nacque un fruttuoso sodalizio con la giovane Sophia Loren, con cui girò diverse pellicole, quali “Peccato che sia una canaglia” e “La fortuna di essere donna”. La svolta arrivò nel 1960 con “La dolce vita” di Fellini, con cui girò anche “Otto e mezzo”. Segui’ una serie di ruoli importanti, , tra cui “Divorzio all’italiana”, “I compagni”, “La grande abbuffata”, “L’assassino” e “Una giornata particolare”. Tra le sue ultime interpretazioni si ricordano “Sostiene Pereira” e il film-documento “Ricordo, sì io mi ricordo”. Rappresentante della cinematografia italiana a livello internazionale e protagonista estremamente versatile, Mastroianni ha lasciato di sé l’immagine di un uomo colto e sensibile, un divo lontano dal comportarsi come tale, ma maestoso nella sua bravura.