Il 18 gennaio del 1987 morì il celebre e rinomato pittore ed esponente della cultura dell’area comunista Renato Guttuso. 

Il talento di Guttuso fu precoce: a 13 anni iniziò già a datare e firmare i propri quadri e ad appena 17 anni allestì la sua prima mostra a Palermo.  Queste prime opere pittoriche raffiguravano i suoi contadini siciliani e compaesani, tra le quali spiccarono “Fuga dall’Etna” del 1937 e “Vuccirria”. La sua arte affrontava temi legati al mondo contadino e rurale, temi sociali e politici. Durante la Seconda Guerra Mondiale Guttuso dipinse una serie di quadri dal titolo “Gott mit Uns”, Dio è con noi, un motto che era inciso sulle fibbie dei soldati nazisti. Qui e nell’opera antifascista successiva, la celebre “I funerali di Togliatti”, emerse prepotente il suo messaggio polemico. Nel dopoguerra seguì stilisticamente il “periodo blu” di Pablo Ricasso e fondò il Fronte Nuovo delle Arti. Trasferitosi a Parigi eseguì dei quadri che descrissero le marce di protesta dei giovani, il leggendario “maggio francese”. Dal 1969 si stabilì a Roma, dove sposò Marta Marzotto. In questo periodo dipinse una serie di quadri autobiografici, tra i quali emerse lo splendido “Strega Malinconica”, datato 1982. Morì poco tempo dopo la sua compagna, lasciando in eredità alla sua città natale, Bagheria, molte opere che sono oggi raccolte nel museo di Villa Cattolica.