Su ordine del Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, il 14 aprile del 1986, l’esercito americano attaccò la Libia al fine di assassinare il presidente Mu'ammar Gheddafi.

Il nome in codice dell’operazione fu El Dorado Canyon. 24 aerei bombardieri attaccarono la capitale libica, Tripoli, e altri 6 obiettivi, distruggendo la residenza del Rais. Il presidente libico riuscì a sfuggire grazie al fatto di essere stato avvertito del bombardamento dall’allora Presidente del Consiglio in Italia, Bettino Craxi, ma tra le vittime vi furono Hanna Gheddafi, di 15 mesi di età, e decine di civili. L’operazione fu la risposta all’attentato alla discoteca “La Belle” di Berlino del 5 aprile, frequentata da soldati americani e tedeschi. In seguito al bombardamento le forze armate libiche lanciarono contro il territorio italiano due missili SS-1 Scud che avrebbero dovuto colpire un’installazione militare LORAN statunitense sull’isola di Lampedusa, ma fortunatamente non causarono alcun danno. Il fatto segnò comunque una grave crisi diplomatica tra Italia e Libia.