Il 10 giugno del 1967 cessarono le ostilità tra Israele ed Egitto, Siria e Giordania, in quella che è conosciuta come la Guerra dei sei giorni.

Dalla fine della crisi del Canale di Suez, la rivalità tra Israele e i suoi vicini non si erano mai placate e una serie di avvenimenti a partire dal 1964, fece ritenere a Israele che la situazione geo-politica fosse a rischio. Il 5 giugno del ’67 l’aviazione israeliana lanciò un attacco a sorpresa contro l’aviazione egiziana, annientandola quasi completamente. La supremazia aerea dei primi due giorni permise ad Israele di vincere le successive battaglie terrestri. Alla fine del conflitto Israele vide la propria estensione geografica quadruplicata, portando a proprio favore la situazione politica in Vicino Oriente. L’esito della guerra, la condizione giuridica dei territori occupati e il problema dei rifugiati influenzano pesantemente ancora oggi il contesto geopolitico del Medio Oriente.