Il 10 gennaio del 1927 fu proiettato per la prima volta a Berlino il capolavoro di Fritz Lang “Metropolis”.

Il film muto è tra le opere simbolo del cinema espressionista tedesco ed è universalmente riconosciuto come modello da gran parte del cinema di fantascienza moderno. Il film è ambientato in una supertecnologica metropoli del 2026, nella quale le divisioni classiste sembrano essersi ulteriormente accentuate e, mentre negli sfavillanti grattacieli vivono ricchi, industriali e manager, nel sottosuolo vengono confinati gli operai, constretti a lavorare in condizioni disumane. Essi verranno incitati alla rivolta da un robot che riproduce le fattezze della mite predicatrice Maria, costruito da uno scienziato che vuole vendicarsi del dominatore Fredersen, e provocheranno l’inondazione del sottosuolo. Alla fine, sollecitato dalla vera Maria, sarà Freder, figlio di Fredersen, a fare da mediatore tra i padroni e gli operai. La produzione del film durò ben 19 mesi e costò 5 milioni di marchi tedeschi di allora. Dal punto di vista tecnico è considerato un film prodigioso per l’uso di tecniche di ripresa allora incredibili. Della pellicola esistono varie copie, ciascuna diverse per durata e montaggio. Molto apprezzata fu la versione da 87 minuti del 1984, realizzata dal musicista Giorgio Moroder, il quale fece ricolorare la pellicola e ricompose la colonna sonora con musiche rock. Il film influenzò tutta la cinematografia fantascientifica a venire e ricevette numerose citazioni e omaggi, tra i quali l’esempio più celebre è il robot C-3PO della saga di “Guerre Stellari”, del tutto simile all’androide Maria.